Conte, dimissioni o voto al Senato? 48 ore per sciogliere i dubbi

Quarantotto ore per decidere il futuro del governo. Già oggi o al massimo entro domani Conte dovrà decidere se salire al Colle per formalizzare la crisi prima del voto al Senato sulla relazione del ministro della Giustizia Bonafede. A Palazzo Madama i numeri non sembrano esserci. Per questo motivo il premier potrebbe aprire una crisi pilotata, ottenere il reincarico e provare a formare una “maggioranza Ursula” allargando ai centristi e a Forza Italia  e facendo rientrare Italia Viva. Da Pd e M5s si fa più forte il pressing per arrivare a un Conte III. 

Il caso dell’intervista a Cancelleri su La Stampa

“Il titolo dell’articolo di oggi su La Stampa, Tutti sacrificabili, anche Bonafede sono parole che non ho mai pensato e ancora meno pronunciato”. Lo precisa su Facebook Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle. “Tutte le strade di questa irresponsabile crisi sono ancora aperte e sarebbe da irresponsabili pensare a dividerci in questo momento delicato e difficile del nostro Paese”.

“Il voto contrario alla relazione del Ministro Alfonso Bonafede sarebbe un voto contrario a tutto l’esecutivo e alla politica della giustizia che in primis come MoVimento 5 Stelle portiamo avanti da anni. Il Paese ha bisogno di risposte per ripartire in fretta e questa squadra di governo ha tutti gli strumenti necessari per farlo. Al Ministro Bonafede – continua Cancelleri – va il mio pieno sostegno, così come a tutta la squadra dei ministri che da mesi ormai, instancabilmente si misurano con una crisi senza precedenti”.

Sempre a La Stampa Cancelleri aveva dichiarato: “Alla fine di questa settimana, sono convinto che saremo più solidi”, anche se “al momento mi sembra difficile riaprire un confronto” con Renzi, “mentre non lo sarebbe con i singoli parlamentari di Italia Viva”. Quanto alla relazione di Bonafede, “se Renzi voterà contro, sarà lui a chiudere la porta definitivamente, schierandosi con l`opposizione. Adesso abbiamo 48 ore per trovare una maggioranza e tornare a parlare dei problemi delle persone. Ma deve essere una maggioranza solida. I responsabili devono esserlo sempre, non a giorni alterni, altrimenti il governo non può andare avanti”.

Cancelleri aveva aperto anche ai voti che potrebbero arrivare da Udc, centristi, ex Forza Italia:

“È un momento talmente grave che non potrei mettere le mie ritrosie personali di fronte al bene del Paese. Il mai più di Conte? Il mai più credo non esista nemmeno nella vita di tutti i giorni, figuriamoci in politica”, conclude.

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