27 Novembre 2020

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L’umanità secondo i Negramaro

A tre anni di distanza da Amore che torni, i Negramaro si ripresentano con un album sobrio, carico di elettronica, di spunti di riflessione su ciò che è accaduto negli ultimi mesi e sulle prospettive che sembrano pararcisi davanti in un momento in cui un contatto è tutto quello che molti di noi desidererebbero. Musicalmente non c’è rivoluzione in Contatto, non c’è voglia di osare, ma c’è grande consapevolezza di se stessi e una sensazione di nostalgia che non ti lascia mai.

Rispetto al recente passato della band, la formula non cambia molto. Contatto è un disco fondamentalmente e intrinsecamente pop, ma un pop elegante e non privo d’energia, con un’attenzione smodata per un’elettronica funzionale e mai abusiva. I testi spaziano tra varie tematiche importanti, l’ambiente, l’emergenza sanitaria, quella umanitaria, e così via, ma restano intimi e finalizzati verso una prospettiva del tutto personale.

D’altronde, questo è il primo disco dopo il tremendo male che ha rischiato di portarci via prematuramente il chitarrista Lele Spedicato. Quest’attenzione alla resilienza è dunque figlia anche di esperienze personali che vanno oltre l’emergenza globale.

Questo concept sul contatto tra esseri umani vive comunque di momenti di ottima fattura, ma anche di tracce molto meno ispirate. Su tutte Devi solo ballare, un brano che stride con il resto del disco per sonorità e leggerezza. Sorprende invece in positivo il featuring, l’unico dell’album, con Madame sul brano Non è vero niente. Un pezzo che ricorda vagamente i The Kolors, ma che viene interpretato con la giusta attitudine anche da Giuliano e compagni.

Tra i pezzi che invece colpiscono maggiormente in positivo troviamo Mandiamo via l’inverno, una produzione eccellente per la traccia probabilmente più raffinata dell’intera tracklist, ma anche Non è mai per sempreLa cura del tempoDalle mie parti, quest’ultima impreziosita da una lunga e intensa coda strumentale. 

Atmosfere soffuse, momenti di malinconia, molta nostalgia (l’omaggio a Dalla lo inseriamo in questa prospettiva) ma con uno sguardo speranzoso al domani. Questo e molto altro è Contatto, un disco che conferma la vena dei Negramaro, oggi una realtà pop che difficilmente può essere scalfita, anche se ha forse perso la capacità di sorprendere.

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