X Factor 2020, Manuel Agnelli: “Se vendiamo tonnellate di merda il mercato non diventerà mai florido”

Presentando la finale del talent, il leader degli Afterhours ha commentato le tendenze della discografia: “Volevo dimostrare che c’è una vita parallela, più difficile, complessa. Guadagno di più io di chi fa i tormentoni”.

“Il problema non è chi fa musica per il mercato, ma il mercato che non considera chi non fa musica per il mercato. Perché se vendiamo tonnellate di merda, che è quello che sta succedendo negli ultimi anni, non capisco come il mercato possa diventare florido”: lo ha detto Manuel Agnelli durante la conferenza di presentazione della finale della quattordicesima edizione “X Factor”, questa mattina. 

Il leader degli Afterhours, che è tornato quest’anno a sedersi dietro il bancone dei giudici del talent show di SkyUno, è stato uno dei protagonisti di questa edizione del programma.

Manuel Agnelli e il mercato discografico

Agnelli ha fatto questo ragionamento generale sul mercato discografico per spiegare che i finalisti della sua categoria, i Little Pieces of Marmelade, non vanno giudicati in base ai parametri classici di classifica. Anzi in realtà questi parametri non andrebbero universalizzati e applicati sempre, perché per chi fa musica esistono altri percorsi fuori dalle radio e dalla discografia.

C’è chi produce musica per venderla come primo scopo, non c’è niente di male, il mercato serve, più soldi ci sono più progetti si realizzano. È che il nostro mercato è asfittico, ottuso, chiuso e un po’ troppo protezionista. Non voglio passare per integralista e non sono contro il mercato. Ma quella roba non mi interessa, non mi piace.

Credo che il problema non sia chi fa musica per il mercato, ma che il mercato non considera cose che vengono fatte al di là di esso. È una questione di qualità: riuscire a vendere i dischi è una figata se dentro i dischi ci sta buona musica, non della merda. Perché se vendiamo tonnellate di merda, che è quello che sta succedendo negli ultimi anni, non capisco come il mercato possa diventare florido”.

“La merda passa di moda molto velocemente ed è quello che succederà. Detto questo, chi vuole fare i tormentoni è liberissimo di farlo, ma è chiaro che non glieli comprerò io”, ha concluso Agnelli, che ha rivendicato il “percorso” che ha fatto fare alle sue band:

Volevo dimostrare che c’è una vita parallela, più difficile, complessa. Il futuro discografico dei Little Pieces Of Marmelade? Chi se ne frega. Non è il loro futuro, non è fatto di discografia o di radio. È fatto di concerti, anche di esibizioni, anche di dischi per un pubblico magari più di nicchia. È un percorso che assomiglia a decine di gruppi della nostra scena. L’alternativa alla discografia esiste anche dal punto di vista professionale.

Manuel Agnelli: "Se vendiamo tonnellate di merda il mercato non diventerà mai florido"
Ho guadagnato molto di più di quello che ha fatto un tormentone

Non siamo gente che soffre di tisi in soffitta, ma fa concerti e con i cachet vive di musica. Se sommo tutto quello che ho fatto in 35 anni di carriera, probabilmente ho guadagnato molto di più di quello che ha fatto un tormentone quest’estate. Molto di più. Il problema è che viene rappresentata una sola situazione a livello discografico. Noi abbiamo riempito il Forum di Assago, per davvero, non spostando il palco in mezzo al parterre come fanno in molti per dichiarare il sold out. Non voglio fare l’integralista: il mercato serve, più soldi ci sono e più progetti si realizzano. Ma così il mercato è asfittico.

Agnelli è stato protagonista dell’edizione di quest’anno, criticando apertamente Sfera Ebbasta o con dure uscite, come quelle alle quali si è lasciato andare in seguito alla clamorosa eliminazione dei suoi Melancholia (erano candidati alla vittoria finale) e facendo suonare alle sue band brani di gruppi come i Ramones, dei Poppy, degli Idles, degli Smashing Pumpkins e invitando Alberto Ferrari dei Verdena, che ha suonato con i Little Pieces of Marmelade nella semifinale.

Manuel Agnelli già perplesso alla presentazione di X Factor

Lo scorso settembre, come potete vedere dalla nostra videointervista qua sotto. Opinione molto diversa quella del suo collega Hell Raton, che presentando la sua concorrente Casadilego ha invece sottolineato l’importanza delle classifiche: “X Factor si è impegnata fin da subito ad avere un linguaggio discografico, a parlare di classifiche, a collaborare con le piattaforme di streaming.

Per la mia categoria, le under donne è stato importante che iniziassero a capire da subito il percorso che le aspettava uscite da questo programma”.

Ecco il meglio della Semifinale

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